Il tempo scivola fluido.

Le pareti del quotidiano mi soffocano.

Sono tante le domande che martellano incessanti il mio pensiero.

Mi guardo intorno e questa “mia” Italia mi delude sempre di più. Sono stanco.

Stanco di quello che mi circonda, di chi mi circonda.

Basta col buonismo, basta con la maschera che la realtà di questo luogo ci costringe ad indossare.
Ammettiamolo, siamo un popolo di merda.

Vivo in zone dove la tavola è stata imbandita per lo più dalle generazioni passate.

Di gente che ha ereditato la fabbrichetta dal papy.

Di gente col conto in banca frutto dei bei tempi andati.

Gente vuota, elite che onora il dio denaro, che denigra chi per loro non è degno, chi è “diverso”.

Gente che si riempie la bocca con parole come “business”, dall’animo nero e dalla cultura zero.

Inneggia ai regimi passati stendendo braccia e urlando PRESENTE.

Ignoranza… falsi miti di cose mai vissute e mai capite.

Il problema però è che queste nuove generazioni non hanno le stesse palle dei propri genitori.

Rosicchiano il gruzzoletto ereditato senza far nulla per non sperperarlo.

Piano piano tutto finirà, magari non per loro…

Si sposano, fanno figli, si lasciano… senza pensare a cosa lascieranno al loro domani.

La torta si riduce sempre di più e delle generazioni future se ne fottono.

Gente che ti chiama “zecca comunista” solo perchè non sei allineato, solo perchè ti poni delle domande, ragioni, non accetti le cose passivamente credendo sempre e comunque di essere nel giusto.

Mi guardo intorno e mi rendo conto che siamo arrivati al punto che oramai alla gente prenderlo in quel posto non fa più male, non necessita più di vaseline mediatiche, imbuonimenti virtuali… quasi facesse piacere.

Il fatto che sia amministrato da personaggi mitologici, ladri, arraffoni, mignotte e nani non li preoccupa, anzi, li eccita.

Incattiviti mostrano i denti se ti avvicini e cerchi di farli ragionare.

Viviamo tempi un cui più o meno spudoratamente i diritti elementari vengono schiacciati da dinamiche “governative” infami.

Non c’è più empatia, gente che vive di stenti viene abbandonata al proprio destino, al “cazzi tuoi”, mentre i “regnanti” banchettano sulla nostra pelle e lo fanno spudoratamente alla luce del sole, tanto chissenefrega, va bene così, meglio loro di chi pensa che gli uomini siano tutti uguali, che ognuno ha diritto di vivere una vita dignitosa, altrimenti la torta va spartita in troppe persone.

Mi chiedo come si possa essere così miopi.

Come si possa non rendersi conto di quanti passi indietro si stiano facendo.

Ignoranza telecomandata… gestita a piacere da chi ne trae poi  i frutti.

Io ti disprezzo italiano del cazzo.

Io disprezzo l’italiano che va a votare senza rendersi conto del danno che sta facendo.

Avatar FUM B612

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